Esistono dei limiti di età per sottoporsi ad un trattamento ortodontico? 


E’ idea comune che gli apparecchi ortodontici siano solo per bambini o adolescenti, in realtà tutti i pazienti possono sottoporsi ad ortodonzia poiché l’età adulta non rappresenta una controindicazione per il trattamento.

Anzi l'ortodonzia negli ultimi anni si sta specializzando sempre più nel trattamento dell'adulto poiché la richiesta di trattamenti è diventata molto elevata.

E’ importante però che i tessuti parodontali.

Quindi osso e gengive siano sani cioè che i denti siano ben fissi nell'osso e non vi siano segni di infiammazione orali rilevanti.

E’ fondamentale dunque che il parodontologo e le igieniste dentali prima di inviarmi il paziente ortodontico verifichino la presenza di tasche, recessioni, la qualità dell'attacco clinico, l’indice di sanguinamento, se vi è presenza o meno di mobilità e l'indice di placca.

L’ortodonzia dell'adulto riveste anche un importante ruolo nel corso delle riabilitazioni protesiche ed implantari; infatti quando un paziente deve riabilitare la masticazione con protesi impianti dentali è indispensabile valutare il corretto posizionamento delle basi ossee e degli eventuali denti presenti.

Un posizionamento non ideale di questi non consente talvolta una terapia efficace ed è pertanto necessario intervenire preventivamente correggendo questi difetti con l'ortodonzia, e solo successivamente realizzare le riabilitazioni protesiche.

In questo caso dico proprio che l’ortodontista è al servizio del protesista o dell’implantologo.

L’ortodonzia dell'adulto è quindi molto spesso necessaria per la funzione masticatoria ma conferisce poi al risultato finale anche un estetica molto soddisfacente.

Quali sono le controindicazioni al trattamento ortodontico?

I trattamenti ortodontici sono delle terapie prevedibili e dai risultati predicibili.

Tuttavia esistono alcune condizioni che ne impediscono l'esecuzione.

Tra queste le più importanti sono la presenza di una scarsa igiene orale.

Se il paziente infatti non si dimostra collaborativo, l'ortodontista può decidere di non iniziare il trattamento o addirittura se già iniziato può interromperlo prima del raggiungimento dei risultati.

Questo perché la scarsa igiene orale può causare l’insorgenza di carie, malattie gengivali che potrebbero danneggiare irrimediabilmente il sorriso del paziente.

Inoltre un'altra controindicazione al trattamento ortodontico è la presenza di una parodontite o infiammazioni gengivali.

Alla luce dei diversi studi scientifici è stato visto che la presenza della malattia parodontale anche con grave perdita di supporto parodontale, non è una controindicazione assoluta per il trattamento ma solo se l'infiammazione non è in atto.

I pazienti parodontali con malattia non trattata non possono essere sottoposti a trattamento ortodontico perché l’infiammazione associata alla spinta dell'apparecchio causerebbe una drammatica distruzione dell'osso di supporto con rischio di perdita di denti; ma i pazienti parodontali con malattia trattata e stabilizzata possono essere sicuramente trattati dall’ortodontista.

In tali pazienti spesso ricorro all'utilizzo dell’ancoraggio scheletrico.

Classicamente infatti l'ortodonzia prevedeva lo scostamento dentale contrapponendo la forza di un dente da spostare a quella di altri denti, e dunque venivano a costituire l'unità di ancoraggio.

Oggi invece la moderna ortodonzia prevede la possibilità di spostare alcuni elementi dentali senza stressare altri denti, magari parodontalmente in condizioni non ottime.

Ma l'unità di ancoraggio in questi casi può essere costituita dalla mini-vite che si utilizza solo per il tempo utile al trattamento ortodontico e che poi successivamente può essere rimossa velocemente e senza danni.


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